Cari amanti di grafica oggi vorrei spiegarvi un argomento davvero molto importante. Spesso ci ritroviamo a sentire termini come “gestione del colore” e “correzione del colore” sarebbe impossibile spiegarvi argomenti complessi come questi, senza prima darvi una base di come funziona il colore nel nostro settore. Si perché ogni mondo ha le proprie regole, non possiamo gestire il colore come farebbe magari un pittore. Dobbiamo conoscere la logica che c’è dietro la visione dei colori attraverso gli schermi o in stampa. Questo ci eviterà spieacevoli errori durante il nostro lavoro. Partiamo dalle basi, parliamo oggi di spazi colore. Gli spazi colore sono sistemi utilizzati per organizzare e riprodurre i colori in diversi contesti, come la stampa e i display digitali. In questo articolo, esploreremo due degli spazi colore più comuni: RGB e CMYK, le loro differenze e quando è- meglio utilizzare l’uno o l’altro.

Che cosa sono gli spazi colore?

Uno spazio colore è un metodo specifico per organizzare i colori. Esso è definito da un modello di colore e può essere basato sulla fisica o sulla percezione umana del colore. Gli spazi colore sono essenziali per garantire che i colori che vediamo sui nostri dispositivi digitali corrispondano a quelli che possiamo stampare su materiali fisici.

Lo spazio colore rgb Gli spazi colore 

RGB sta per Rosso, Verde e Blu. Questo spazio colore utilizza la luce e si basa sul modello additivo, il che significa che i colori vengono creati attraverso la combinazione di queste tre luci. Ogni colore può avere un valore da 0 a 255, permettendo di creare milioni di colori diversi. RGB è ideale per dispositivi che emettono luce, come monitor, televisori e smartphone.

Gli spazi colore

Lo spazio colore cmyk

CMYK, invece, sta per Ciano, Magenta, Giallo e Nero (Key). Questo spazio colore si basa sul modello sottrattivo e viene utilizzato nella stampa. A differenza di RGB, che aggiunge luce per creare colori, CMYK sottrae luce riflessa dalla superficie bianca del materiale su cui si stampa, come la carta.

Differenze tra rgb e cmyk

La principale differenza tra RGB e CMYK è il loro utilizzo. RGB è usato per la visualizzazione su schermi, dove i colori risultano più vivaci e brillanti, quindi è l’ideale quando dobbiamo pubblicare dei lavori su internet o sui social. CMYK è usato per la stampa e tende a produrre colori meno saturi rispetto a RGB perché la carta assorbe parte della luce e non riflette tutti i colori con la stessa intensità di uno schermo. C’è inoltre da dire che lo spazio CMYK non riesce a riprodurre tutti i colori presenti nello spazio RGB, molte volte è questo, unito a una cattiva gestione del colore, che ci porta ad avere delle stampe completamente diverse, rispetto alla foto a schermo.

Quando usare rgb e quando cmyk

RGB è il migliore per tutto ciò che viene visualizzato su schermi digitali, come grafiche per siti web, immagini per social media e video. CMYK è la scelta giusta per materiali stampati come brochure, biglietti da visita e poster. È importante scegliere lo spazio colore giusto per assicurarsi che i colori del prodotto finito corrispondano alle aspettative.

Conclusione Gli spazi colore 

Conoscere la differenza tra gli spazi colore RGB e CMYK e quando utilizzarli è fondamentale per grafici e fotografi. Mentre RGB è ottimale per i media digitali, CMYK è essenziale per ottenere risultati di stampa accurati. Scegliere lo spazio colore appropriato è cruciale per garantire che i colori del design finale siano rappresentati al meglio sia su schermo che su carta. Speso e volentieri questo è un argomento  sottovalutato anche da alcuni professionisti. Per questo vi invito a studiare, non abbiate paura a uscire fuori dalla vostra zona di comfort. Ricordate grafici non si nasce ma si diventa, vi aspetto sempre qui come ogni settimana miei cari lettori di Pixelinea.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui