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Winston, il Boston Terrier della Disney: un ”cupido” a quattro zampe

Un cagnolino coraggioso

Winston, originale e commovente rappresenta una vera e propria poesia per l’anima e gli occhi, e cerca con tutte le sue forze di raggiungere il livello del precedente capolavoro Paperman, cortometraggio sempre prodotto dai Walt Disney Animation Studios nel 2012 che vinse il Premio Oscar come Miglior Cortometraggio d’Animazione.feast animazione disney corto

Il protagonista del cortometraggio acclamato dalla critica è un tenero Boston Terrier che viene adottato in tenera età dal suo nuovo padrone James. La scelta di questa razza canina in particolare è stata determinata da tre fattori curiosi ed interessanti: innanzitutto i Boston Terrier non erano mai stati scelti in precedenti produzioni Disney, in secondo luogo un cane di piccola taglia poteva essere collocato nei diversi scenari con una certa libertà, e infine il suo manto bianco e nero risaltava molto bene sulle variegate scenografie del cortometraggio. La scelta si rivela giusta e riuscita e il cucciolo sin dai primi momenti riesce immediatamente a stabilire un collegamento emotivo con lo spettatore, che ne seguirà la vicenda, passando attraverso le diverse fasi della vita del nostro protagonista umano.feast animazione disney corto

Un mix tra 2D e 3D

La tenera storia di Winston è arrivata nelle sale cinematografiche abbinata a Big Hero 6. Straordinario sia nel comparto grafico, sia in quello narrativo, Feast è un cortometraggio brillante e raffinato, che dimostra tutta la bravura degli autori,. che per ben sei minuti sono riusciti a declinare in modi sempre diversi un’idea tanto minimalista. Lo staff dei WDAS rivela ancora una volta una sensibilità artistica fuori dal comune, che li avvicina ai maestri del passato. Impossibile infatti non ricordare Lilli e il Vagabondo (1955) che con ironia e poesia aveva fornito un punto di vista canino sulla quotidianità umana,. adattando regia e formato della pellicola all’orizzontalità di un mondo visto dal basso.

L’utilizzo del colore non è più limitato alla sola scala di grigi ( Paperman ), ma la tecnica Meander, che consiste nell’unione dell’animazione tradizionale alla moderna CGI, regala agli spettatori una meravigliosa perfomance artistica. che mostra le proprie potenzialità realizzando un corto tecnicamente perfetto ed affascinante. Sebbene l’intenzione degli artisti di riportare completamente in auge l’utilizzo della animazione 2D  possa sembrare minore rispetto a Paperman, non bisogna certo dimenticare che a venir rimpianta dal pubblico. e inseguita dagli stessi studios era proprio quella filosofia visiva, capace di comunicare sensazioni fortissime anche attraverso l’utilizzo del colore.

Lo short program del produttore esecutivo Lasseter si è rivelato ancora una volta una sorta di rifugio, un laboratorio in cui portare avanti l’arte dell’animazione. senza dover per forza subire pressioni dall’alto che portano alla realizzazione di sequel o a lavorare con una tecnica piuttosto che un’altra. Se tale approccio all’animazione riuscirà ad uscire da questo ghetto artistico solo il tempo lo dirà, ma per adesso non c’è niente di certo. Ecco qui il link del cortometraggio:feast animazione disney corto

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